In discussione alcuni particolari adesso obbligatoriamente di serie
Pubblicato il 15 febbraio 2011, 16:33
Silvano Galbusera, direttore tecnico della Yamaha, ha parecchie idee riguardo la R1 Superbike 2011. «In Portogallo abbiamo messo in pista la R1 che correrà in Australia e il grosso del lavoro invernale è stato adeguarci alle novità regolamentari, cioè montare la pompa benzina di serie».
E gli iniettori? «Avevamo quelli di serie già nella passata stagione, ci siamo portati avanti col lavoro».
Adesso è obbligatorio anche mantenere la stessa pressione del circuito di alimentazione della R1 stradale. Nel 2010 avevate 228 cavalli, quanti ne avete persi? «Nessuno. La moto 2011 di motore va forte esattamente come la precedente. Semmai i componenti di serie ci creano altri problemi».
Quali? «L’affidabilità. Prima avevamo un circuito di alimentazione realizzato con condutture aeronautiche, sicurissimo. Adesso dobbiamo usare le tubazioni della stradale, che sono in plastica. Non ci sono problemi di tenuta ma questi componenti vengono rimossi quattrocinque volte al giorno, per cui dovremo stare attentissimi e aumentare i controlli».
Avete fatto qualche altro lavoro nel motore? «Abbiamo riposizionato la pompa dell’olio più in basso perché nel 2010 notavamo che nelle frenate più violente, come in fondo al rettilineo di Portimao, il circuito, scaricandosi, andava giù di pressione. Ora non succede più».
La versione 2011 non ha più parte del serbatoio sotto la sella. Perché? «Abbiamo riportato il peso verso il centro della moto per avere un comportamento più neutro. La R1 è più leggera dei 165 kg concessi dal regolamento (telecamere di bordo comprese, ndr) per cui abbiamo una zavorra che possiamo dislocare dove ci conviene di più, in base al circuito e all’assetto preferito dal pilota».
Melandri guida in modo completamente diverso da Crutchlow. Cosa comporta nella messa a punto? «In effetti Marco ha esigenze diversissime e ha rivoluzionato la moto rispetto a Cal. Ha una grande esperienza e ci sta portando su una strada che ritengo molto proficua. E sulle piste che non conosce, come Portimao, gli metteremo a disposizione la nostra esperienza».
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