La Ducati detta le regole della SBK

Vuole l’abolizione degli air restrictor e non solo. E minaccia di non correre in Mondiale 2011
La Ducati detta le regole della SBK

Pubblicato il 25 agosto 2010, 17:21

Se il regolamento non cambia, la Ducati può decidere di uscire dalla Superbike. L’indiscrezione è confermata dalla stessa Infront, l’organizzatore del Mondiale SBK che sta lavorando alacremente sul piano politico per evitare la clamorosa defezione della marca vincitrice di 29 titoli iridati.

A Borgo Panigale sono convinti che il disastro di questa stagione sia da attribuire al regolamento troppo favorevole alle 4 cilindri. E giudicano ininfluenti i sei chili di alleggerimento (tre dopo la sesta gara, altri tre dopo la nona) concessi dalla norma introdotta per bilanciare le prestazioni in base al coefficiente di punteggio tra 2 cilindri (la sola Ducati) e le sei marche concorrenti. In realtà i risultati della Rossa 2010 non sono stati così malvagi.

Noriyuki Haga, viceiridato in carica, ha sbancato Valencia ed è salito complessivamente tre volte sul podio prima di sprofondare in una crisi che ha più contorni personali che tecnici. Con l’altra 1198 R F10 Michel Fabrizio ha vinto a Kyalami, dove avrebbe fatto doppietta se in gara 2 non avesse avuto gravi problemi con la gomma posteriore, forse difettosa, firmando cinque podi. Sommando gli ottimi risultati del privato Carlos Checa, la Ducati ha vinto tre gare con dodici podi, ed occupa la terza posizione nel Mondiale Costruttori dietro Aprilia e Suzuki.

Quindi la 1198 R ha fatto meglio di Yamaha (due vittorie), Honda (tre) nonché di BMW (zero vittorie, due podi) e Kawasaki (zero di tutto). C’è anche da sottolineare che la Ducati 1198 R ha debuttato nel 2008 (vincendo il titolo al primo colpo con Troy Bayliss) ma è un progetto realizzato nel 2005-2006, quando la concorrenza era inferiore per numero e qualità, visto che mancavano BMW e Aprilia.

Tutto sulle richieste della Ducati sul numero in edicola di Motosprint


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