Leandro Mercado sul passaggio in YART: “E’ stata una sorpresa per tutti” | ESCLUSIVA
“E’ un premio per tutto il lavoro che ho fatto fino ad adesso nell’Endurance” dice il pilota argentino che nel 2026 vestirà i colori della squadra ufficiale Yamaha nel Mondiale

Marco Pezzoni
Pubblicato il 12 dicembre 2025, 08:20 (Aggiornato il 12 dicembre 2025, 08:51)
E’ stato sicuramente il trasferimento più sorprendente degli ultimi anni nel Mondiale Endurance. Dopo stagioni ad alti livelli con Viltais Honda e le apparizioni con BMW sia Stock che EWC nell’ultima stagione e con una buona prestazione in quel di Suzuka, Leandro Mercado entra nel team YART Yamaha al posto di Jason O’Halloran con l’obiettivo di aiutare Marvin Fritz e Karel Hanika a mantenere il titolo EWC conquistato al termine del Bol d’Or 2025.
Leandro, che effetto ti fa essere in un team ufficiale?
“Sono veramente felice. Penso che sia un premio a tutto il lavoro che ho fatto fino ad adesso, ci ho lavorato tanto, ci ho creduto. Aspettavo da tempo questa opportunità di far parte di una squadra ufficiale, è il team che ha vinto quest’anno. Essere un pilota Yamaha è un grande orgoglio e sono molto contento.”
Per la prima volta difenderai i colori dei campioni in carica…
“Esatto, poi arrivare al team che avrà il numero 1 è una cosa bellissima. Penso che sia molto speciale.”
Com’è nato il tuo approdo in YART?
“E’ stata una sorpresa per tutti. Penso di aver fatto un bel lavoro quest’anno in Endurance, arrivare in una squadra che ha vinto non me lo aspettavo nemmeno io. Di solito la squadra che vince è quella che rimane anche per l’anno dopo. Ho ricevuto a sorpresa la chiamata di Niccolò, ho deciso quasi subito. Stavo valutando offerte e trattative che erano in corso, ma non con Yamaha. Da un giorno all’altro è cambiata la direzione della strada. Stavo parlando anche con BMW ma da un giorno all’altro mi sono vestito di blu.”
Se ti chiama Canepa direttamente qualcosa vorrà dire…
“Mi ha chiamato direttamente lui, ci conosciamo da tanto ed abbiamo anche corso insieme. Abbiamo grande rispetto l’uno dell’altro già da allora. Ricevere una chiamata da lui per chiedermi di far parte della squadra che ha vinto mi fa molto piacere, mi fa sentire bene perché avevano fiducia che arrivassi a prendere quel posto.”
Cosa ne pensi del fatto che ora sono i circuiti a promuovere il Mondiale?
“Vedremo quest’anno questo cambiamento, penso che ogni circuito farà un gran lavoro per avere più visibilità per ricevere ancora più gente. Vedremo questo cambiamento durante l’anno. Non sarà facile, penso che ogni circuito farà di tutto per fare un bel lavoro, adesso la palla ce l’hanno i circuiti.”
Qual è stata la moto più bella che hai guidato in Endurance?
“Per il momento ho solo guidato Honda e BMW. Sono entrato in Endurance con Honda Viltais, al secondo anno la moto funzionava abbastanza bene, hanno fatto un bel lavoro. Quest’anno ho guidato una BMW in versione Stock sia a Spa che a Suzuka e poi in versione EWC al Bol d’Or con le Bridgestone. E’ stata la prima volta per me con le Bridgestone, la moto funzionava molto bene, sono state due situazioni molto diverse. Sono curioso di guidare una moto factory per capire il livello.”
Qual è l’obiettivo personale di Leandro Mercado?
“Il primo obiettivo mio e anche di squadra è mantenere il numero 1, fare un bel campionato e lottare di nuovo per il titolo per loro. Il mio obiettivo è essere campione del mondo Endurance, per raggiungerlo dovrò imparare un po’ di cose però darò tutto per essere al 100%, aiutare la squadra a lottare per il campionato. Spero di poter arrivare all’ultima gara con questa possibilità.”
Guardando al 2027, anno zero del nuovo corso del Mondiale, che pista vorresti entrasse in calendario?
“Ci sono tante belle piste adatte per l’Endurance, spero si possano aggiungere altre gare perché quattro sono poche, sarebbe bello farne una o due in più. Ho sentito di Barcellona, non sarebbe male perché già si fa una 24h lì e secondo me è una buona pista. Mi piacerebbe tanto Misano perché già si fa la Racing Night del CIV e sarebbe una cosa fantastica anche per l’Italia. Anche il Mugello non sarebbe male ma bisogna capire di notte come funziona.”
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