Dall'Igna:”stiamo lavorando per vincere”

Il direttore generale di casa Ducati per il futuro vuole un team in Moto3, ma per il 2019 punta al titolo iridato
Dall'Igna:”stiamo lavorando per vincere”

Roberta Bogi PagniniRoberta Bogi Pagnini

Pubblicato il 18 dicembre 2018, 11:18 (Aggiornato il 18 dicembre 2018, 12:15)

La Ducati è pronta per ripartire dal Campionato 2019, lo dice l'ingegnere Gigi Dall'Igna che, dopo aver dato anima e cuore per lo sviluppo della Desmosedici, sente che il tempo è davvero maturo per portare a casa la tanto agognata vittoria iridata. E lo dice apertamente in un'intervista a Crash.net: “abbiamo azzerato il gap, lavoriamo per vincere.”

ANCHE IN MOTO3 PRIMA O POI – Durante l'intervista Dall'Igna non ha parlato soltanto del nuovo prototipo 2019, ma anche dell'idea che ormai ha dal 2016, di creare un team in Moto3:” penso che questa classe – spiega – sia la più importante dove far crescere i piloti e dove poter capire il loro potenziale. Per questo penso che avere un team in Moto3 sia davvero importante per Ducati, ma prima dobbiamo completare il lavoro in Motogp.” Dove “completare il lavoro” sta per “vincere il campionato”, cosa che la Casa di Borgo Panigale già da due anni, con Andrea Dovizioso, sta tentando di fare.

COSA MANCA? - Ma cosa serve ancora alla Desmosedici per arrivare a questa tanto sudata vittoria? “Penso – prosegue Dall'Igna - che abbiamo colmato il gap in termini di velocità a metà curva, dove in passato abbiamo faticato parecchio. Di sicuro abbiamo ridotto il divario con Honda e non solo con loroda quel punto di vista, ma senza perdere nulla in nessuna altra fase di guida.Penso però che dobbiamo spingere ancora per migliorare.”

UN TEAM SATELLITE IN MENO – Infine, Dall'Igna parla del fatto che dal prossimo anno Ducati non avrà più il team satellite Aspar passato a Yamaha, quindi due moto in meno sulla griglia di partenza:” è un peccato in termini economici – conclude – ma ne guadagneremo in semplificazione del lavoro dato che in questo modo avremo tre piloti con la moto 2019 (Dovizioso, Petrucci e Miller) e altri tre (Bagnaia, Rabat, Abraham) con la 2018. Preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno.”

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