di Riccardo PiergentiliDurante l'inverno i piloti hanno svolto un lungo lavoro di messa a punto delle moto e delle gomme Michelin, effettuando anche diverse simulazioni di gara. La corsa, quella vera, è un'altra cosa, perché solo quando ci sono dei punti in palio e tanti piloti disposti a tutto per vincere, si riesce ad andare davvero al limite. Il GP Qatar rappresentava il debutto (o meglio, il ritorno) della Michelin in una gara della MotoGP e molti piloti nutrivano molti dubbi sulla costanza di rendimento dei pneumatici francesi. Per questo c'è chi ha fatto delle scelte conservative (come ad esempio Rossi), puntando sulle mescole dure, e chi invece (come Lorenzo) ha creduto che le coperture morbide avrebbero garantito delle ottime prestazioni per tutta la gara.
"La scelta del pneumatico posteriore- ha dichiarato Lorenzo -è stata oggetto di un’attenta analisi. Ho provato la gomma dura, che non mi convinceva; non avevo un buon feeling così ho scelto la mescola morbida. Ho rischiato, ne sono consapevole, perché gli altri piloti di vertice hanno montato gomme più dure delle mie, però in gara ho fatto il record della pista a due giri dalla fine, quindi credo di avere scelto bene...".
Le incredibili prestazioni di Lorenzo nel finale della corsa hanno spiegato che inizialmente Jorge ha corso col freno a mano tirato, però non è stata solo una sua scelta ma una necessità.
"All’inizio potevo andare più veloce, è vero, ma le prestazioni delle Ducati me l’hanno impedito. Le Desmosedici GP erano velocissime in rettilineo ma per fortuna la mia M1 aveva molta trazione e questo mi ha permesso di attacare Dovizioso. Poi, quando ho preso il comando della corsa, ho pensato solo a spingere al massimo. La Yamaha è una moto molto bilanciata, però credo che nei circuiti veloci soffriremo le prestazioni della Ducati".Twitter: @Hokutonoken_79
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