Addio a Toni Merendino: una vita di sfide, dai cordoli alle dune

Valentino Aggio
Pubblicato il 16 febbraio 2026, 09:47 (Aggiornato il 16 febbraio 2026, 09:00)
Il mondo del motociclismo piange la scomparsa di Toni Merendino, figura storica dei maggiori paddock internazionali delle due ruote. Dal Motomondiale alla Parigi-Dakar: una storia che è entrata nella leggenda, spenta oggi all'età di 73 anni.
Quando la passione è ragione di vita
La passione per il mondo del motociclismo ha accompagnato Toni Merendino fin dalla tenera età, ma il tutto è cominciato per davvero quando fece l'autista per una trasferta spagnola con il team Gallina. Pochi anni dopo, nel 1979, ne diventò direttore sportivo: una carriera fulminea, che qualcuno potrebbe definire quasi casuale, ma in realtà fu il suo talento a portarlo in quella posizione. Toni Merendino rivoluzionò il mondo del management motociclistico, riconoscendo l'importanza della comunicazione: un pioniere tra i manager, capace di scoprire nuove frontiere di un mestiere che, se oggi è così voluto (e redditizio), probabilmente in buona parte è merito suo. Ha vissuto gli anni d'oro di Marco Luchinelli prima e di Doriano Romboni poi con la formazione Honda HB nel campionato 250cc quando la quarto di litro godeva del massimo splendore.
Circuiti, ma non solo: così come molti, anche Toni Merendino è stato stregato dal fascino del deserto della Parigi-Dakar. Un mondo completamente diverso dai cordoli ai quali era abituato, ma non meno affascinante. Le dune come le difficoltà della vita, da superare a colpi di gas. La vita di Toni Merendino è stata un viaggio perpetuo, giunto all'ultima stazione: i funerali si terranno a Sarzana, dove tutto il mondo delle due ruote potrà rivolgergli un ultimo saluto. La famiglia di Motosprint si unisce al cordoglio di amici, colleghi e famigliari per la sua scomparsa.

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