Surra, che storia! Dal cantiere con papà al podio della Superbike

Il rookie Alberto ricorda "muratorino", personaggio umile, fantasioso e riconoscente. Il perfetto "dopo Bassani" su una Ducati indipendente di Lorenzo Mauri davanti ai rivali ufficiali
https://www.google.com/preferences/source?q=motosprint.it, ms
Surra, che storia! Dal cantiere con papà al podio della Superbike

Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 30 settembre 2026, 08:31 (Aggiornato il 30 settembre 2026, 11:08)

Alberto Surra e Motocorsa crescono alla velocità della luce, andando a podio nella SBK disputata a Cremona. La Ducati Panigale V4R numero 67 è stata super competitiva all'Angelo Bergamonti, guidata dal giovane rookie: "Per noi era il round di casa, perciò importante e sentitissimo. Questa Superpole Race ripaga tutti noi per l'impegno messo sinora". Oltre a essere supportato da un team competitivo, il torinese ha in papà Antonino un genitore che non lo mette sotto... pressione. 

La nazionale spagnola imbattuta dal 2023: com'era la MotoGP l'ultima volta che la Roja ha perso?

Surra "Muratorino": il libro cuore della SBK

Torino, 1881 circa. Sono tanti gli alunni a frequentare la scuola elementare Boncompagni. Tra gli altri, Antonio Rabucco, 8 anni, valori radicati dalla famiglia. Il padre, per far studiare il figlio, si spacca la schiena ogni giorno, lavorando come muratore. Il bambino si presente spesso coi vestiti impolverati di calce, ma è sempre allegro. Proverbiali le sue smorfie, che fanno ridere anche il maestro: "Il muratorino, con la faccia tonda come una mela, col naso a pallottola. Ha un'abilità particolare a fare il muso di lepre, e tutti ridono. Porta un cappello a brandelli e le scarpe grosse".

La descrizione appartiene a Edmondo De Amicis, autore del libro Cuore. Il romanzo ha fatto innamorare per autenticità, realtà dei racconti e cronaca della storia. Era l'epoca del Regno d'Italia, l'attuale Capoluogo Piemontese aveva perso da non molto il titolo di Capitale. 

Alberto Surra è nato e cresciuto lì. Si è trasferito più volte per seguire passione e passi di carriera, ma poi è tornato. Quando le cose si mettevano così così, aiutava papà Antonino, indovinate dove: "In cantiere, alzandomi presto al mattino, condividendo le giornate e le mansioni. Lui è un muratore, gli davo una mano. Diciamo due. Lì ho capito cosa significhi davvero faticare". E lo dice uno sportivo super allenato e preparato. Gli crediamo.

Motocorsa e Surra: il "dopo Bassani" è già da podio

Cosa c'entra Surra col citato Antonio Rabucco? In comune Alberto ha almeno tre punti: nome del papà (più o meno) col protagonista del romanzo, attività del papà stesso, capacità di far divertire gli astanti. Il torinese è un fantasista dalla battuta pronta, dotato di prossemica da vero personaggio.

E viaggia forte, ben assistito da Motocorsa: "Il team, che roba! Siamo una squadra. Senza di loro, come avrei fatto a crescere tanto rapidamente? A inizio anno beccavo parecchi secondi dai rivali ufficiali, adesso mi sono avvicinato. Ed alcuni li batto, addirittura".

A Cremona, grazie al terzo posto di domenica mattina, solo i Factory Aruba hanno fatto meglio dell'indipendente Panigale V4R preparata a Lurago d'Erba. Risultati del genere li colse solo Axel Bassani, dal debutto iridato 2020 al presente. Andando avanti di questo passo, ne arriveranno ulteriori: "E' l'obiettivo comune. Se sono qui, ringrazio Lorenzo Mauri e... mio papà. Gli dedico questo podio, perché mi ha sempre supportato da quando ho cominciato con le due ruote, senza mai mettermi sotto pressione". Indizio: il genitore nella foto qui sotto indossa occhiali dalle verdi lenti.

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading