Dall’Igna: “Bagnaia? Era ora di separarsi. Ducati ha la stessa mentalità, ma mancano giovani italiani”
Gianmaria Rosati
Pubblicato il 6 luglio 2026, 18:09 (Aggiornato il 8 lug 2026 alle 07:35)
Come ci si sente ad essere il Direttore Generale di Ducati Corse nell’anno del centenario della casa?
"Ducati è un marchio favoloso ed eccezionale. Fare parte della storia è già un onore, e farne parte da Direttore Generale è quasi preoccupante perché senti il peso di qualcosa di davvero importante. L'eccezionalità della Ducati è testimoniato dalle persone che sono giunte al WDW”.
La Ducati ha vinto gli ultimi quattro titoli piloti in MotoGP: il pokerissimo è più complicato del previsto.
"Fa parte del gioco, semplicemente c'è qualcuno che è arrivato più preparato di noi al via della stagione, a livello di moto e di forma dei piloti. Ma noi stiamo via via recuperando in entrambi i fronti: siamo vicini e abbiamo anche ottenuto vittorie nette. Non siamo ancora l 100%, dobbiamo anche fare qualche intervento, ma siamo a metà stagione e faremo tutto il possibile per vincere".
Dopo anni da preda, siete tornati cacciatori. Come ti fa sentire la cosa?
"Ci sta che, dopo anni di nostro dominio, qualcuno abbia compiuto un passo lungo. Non mi spaventa, semmai mi dà più motivazioni per lavorare e far lavorare chi mi segue maggiormente”.
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