Addio a Ezio Mascheroni: il mago della due ruote decisivo nel progetto Cagiva

Tecnico simbolo di Aermacchi e Cagiva, fu l’artefice della Cagiva 500 e dei successi di Lawson e Kocinski, punto di riferimento del motociclismo italiano

 

Addio a Ezio Mascheroni: il mago della due ruote decisivo nel progetto Cagiva

Francesco AllevatoFrancesco Allevato

Pubblicato il 6 febbraio 2026, 17:31

Il motociclismo italiano saluta Ezio Mascheroni, venuto a mancare a quasi novant’anni, ma il suo nome resta legato in modo indissolubile a una delle stagioni tecniche più coraggiose e affascinanti delle corse. Mascheroni era un tecnico vero, di quelli cresciuti sul campo, partito dall’Aermacchi quando Varese era un centro nevralgico del motociclismo mondiale. Motorista di formazione, capace di passare dal quattro tempi al due tempi ha contribuito allo sviluppo di moto che hanno segnato un’epoca, lavorando fianco a fianco con figure come Gilberto “Gilba” Milani e formando intere generazioni di tecnici, molti dei quali sarebbero poi diventati protagonisti assoluti del motociclismo moderno.

L'impresa realizzata con Cagiva

Il passaggio decisivo arriva con la nascita del progetto Cagiva, quando l’incontro con Claudio Castiglioni dà forma a un’idea che sembrava quasi folle: costruire una 500 italiana capace di competere stabilmente nel Mondiale contro colossi industriali come Honda e Yamaha. Mascheroni diventa il riferimento tecnico del reparto corse della Schiranna, l’uomo chiamato a trasformare ambizione e intuizioni in motori affidabili, potenti e utilizzabili. Nasce lì la fama del “mago dei motori”, non tanto per qualche colpo di genio isolato, quanto per la capacità di far crescere il progetto anno dopo anno.

Sotto la sua guida tecnica, la Cagiva 500 diventa progressivamente una moto credibile, fino a raggiungere il suo apice nel 1992 con la vittoria di Eddie Lawson, primo successo di una moto italiana nella classe regina dopo quasi vent’anni di dominio giapponese. Un risultato che va oltre il singolo Gran Premio e che certifica il valore di un’intera struttura tecnica. Negli stessi anni, con John Kocinski, la Cagiva si conferma stabilmente ai vertici, dimostrando che quel successo non era stato un episodio isolato.

Da Renzo Pasolini a Marco Lucchinelli

Mascheroni ha lavorato con un numero impressionante di piloti, da Pasolini a Bonera, da Villa a Uncini, fino a Lucchinelli, Ferrari, Lawson e Kocinski, adattando il suo lavoro a stili di guida molto diversi, sempre con un approccio concreto e diretto. Negli ultimi anni non aveva mai davvero smesso di lavorare, dedicandosi al materiale storico, alle 500 da Gran Premio e a nuovi progetti insieme al figlio Maurizio, mantenendo viva quella cultura tecnica fatta di competenza, passione e curiosità. Con Ezio Mascheroni se ne va uno dei grandi artigiani delle corse, un uomo che ha costruito risultati e credibilità lontano dai riflettori, ma sempre al centro della storia. Un’eredità che, nel motociclismo italiano, pesa e peserà ancora a lungo.

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